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FONDAZIONE MAGNANI ROCCA, CISL: “RISARCITE TUTTE LE OPERATRICI MUSEALI” 

Parma, 29 marzo 2019. Si è conclusa nelle aule del Tribunale di Parma - con un cospicuo risarcimento economico - la vicenda che ha coinvolto nove operatrici museali, messe alla porta dopo anni di attività per la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Pr). Le operatrici hanno perso il posto di lavoro dopo aver chiesto ai vertici della Fondazione la stabilizzazione del loro contratto ed un adeguamento della retribuzione.

“La causa legale – spiega Francesca Benedetti, segretaria generale della Fisascat-Cisl di Parma e Piacenza - si è conclusa positivamente a meno di un anno dall'avvio della vertenza. Tutte le operatrici museali coinvolte hanno finalmente visto riconosciute la dignità e la professionalità che le erano state negate. Si tratta di una vicenda emblematica,

perché delinea un quadro generale di impoverimento continuo del lavoro, che difficilmente trova argini”.

Nel corso degli anni, il sindacato ha rilevato una corsa da parte del mondo imprenditoriale, soprattutto nel settore dei servizi e della cultura, alla ricerca del risparmio a ogni costo. Un risparmio che si traduce nell'applicazione di contratti che non si riferiscono al settore di appartenenza degli addetti, o addirittura sottoscritti da “sindacati gialli”. Tutto questo finisce per svilire la professionalità e le competenze del personale, con effetti che rischiano di essere devastanti per la tenuta delle retribuzioni e per il futuro delle persone occupate.

Nonostante il lieto fine – prosegue Francesca Benedetti - rimane l'amarezza nel constatare che, anche nell’ambiente della cultura e del sapere, il rispetto delle regole trova affermazione solo come risultato di un'azione sindacale e legale”.  “L’auspicio – conclude la sindacalista - è che questa vicenda possa essere utile ai tanti operatori museali e culturali italiani che devono fare i conti con situazioni simili. Si tratta inoltre di una messa in guardia per tutte quelle istituzioni culturali che mantengono condotte che inducono allo svilimento del lavoro, con inevitabili ricadute sulla qualità della tutela e della divulgazione del nostro straordinario patrimonio artistico – culturale”.